L’Avvocato e la costituzione

“L’avvocato è il tecnico nel contesto delle società avanzate in grado di far uso del diritto per giungere alla definizione dei conflitti sociali”. L’avvocato è il libero professionista chiamato a tutelare le esigenze della collettività sociale, attraverso la tutela dei diritti del cittadino, in un contesto di certezza del diritto che deve egli stesso contribuire a promuovere e difendere. Per tali ragioni l’avvocato, prima di poter iniziare la professione, si impegna solennemente davanti al proprio Consiglio dell’Ordine a svolgere i propri doveri professionali per i fini della giustizia e gli interessi superiori della nazione, intendendo per nazione la collettività sociale organizzata secondo i principi della carta costituzionale.
All’avvocato è assegnata la funzione di tutelare l’effettiva salvaguardia dei diritti della persona e dei suoi interessi legittimi, anche nei confronti dello Stato-istituzione, in modo che siano rispettati tutti i diritti affermati dalla Carta costituzionale: l’avvocato è al diretto servizio della Costituzione e delle libertà fondamentali. Per tale ragione (parafrasando il prof. Avv. G. Alpa) la legge viene quotidianamente interpretata dall’avvocato in funzione della tutela dei diritti e, in questo senso, la sua opera è essenziale alla stessa magistratura – espressione dello Stato-istituzione – la cui attività giurisprudenziale sarebbe impensabile senza quella svolta dall’avvocato e dalla sua attività di difesa che, necessariamente, costringe la magistratura a un’incessante opera ermeneutica volta alla corretta interpretazione dell’ordinamento giuridico. Nella maggior parte dei casi si deve all’avvocato il merito di segnalare al giudice nuove vie interpretative, di sollevare questioni precedentemente ignorate, di escogitare e suggerire nuove soluzioni. È merito dell’avvocato contribuire all’adattamento dell’ordinamento giuridico alle esigenze della vita moderna.
E sono numerose le novità con le quali oggi si misura l’avvocatura. Novità che non attengono certamente al ruolo dell’avvocato che è, e rimane saldamente, quello proprio della tradizione, di essere il garante del diritto di difesa, e quindi uno dei cardini della società civile. Quello che si è evoluto sono i modi e le sedi con e nelle quali tale funzione viene esercitata e che vedono una maggiore responsabilizzazione dell’avvocato. Dalle funzioni svolte a sostegno della giustizia statale con gli incarichi nella Magistratura Onoraria (G.O.T., V.P.O. e Giudici di Pace), senza dimenticare l’attività di supporto – anche economico – per l’attivazione del Processo Civile Telematico, al ruolo di primo piano nella Giustizia Alternativa (Negoziazione Assistita, Mediazione, Arbitrato), fino ai veri e propri servizi per il pubblico che sono chiamati a svolgere gli Ordini Forensi: l’ammissione al patrocinio a spese dello stato nel settore civile, lo sportello del cittadino. Quest’ultimo, di imminente attivazione, è un servizio gratuito di informazione e orientamento rivolto al cittadino in merito all’accesso alla giustizia, alle modalità di svolgimento e all’utilità delle prestazioni professionali anche in prospettiva della prevenzione del contenzioso, alle formalità necessarie per conferire l’incarico al professionista e ai diritti e obblighi da esso derivanti. Potranno essere fornite indicazioni sugli strumenti di tutela giudiziaria previsti dall’ordinamento, sui tempi medi di un giudizio e sui parametri di legge, sugli oneri tributari e le conseguenze della possibile soccombenza; in materia di difesa di ufficio e requisiti e condizioni per accedere al patrocinio a spese dello Stato.
In conclusione, l’avvocato, che in ogni ordinamento professionale è considerato come un “buon cittadino”, riveste anche in Italia la figura di un operatore sociale, con una funzione e una responsabilità etiche che trascendono il suo mero interesse economico personale.