Legge 173/2015 riforma la legge sull’Adozione – continuità affettiva –

Con la Legge 9 ottobre 2015 n. 173, dedicata espressamente al diritto della “continuità affettiva” dei bambini e delle bambine in affido familiare, il legislatore ha inteso tutelare il rapporto affettivo che viene a crearsi, tra i minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo e i loro affidatari. La legge ha dunque riformato articoli 4 e 5 della Legge 184/1983 sull’Adozione. Il nuovo articolo 4, comma 5-bis, della legge 4 maggio 1983 n. 184, introdotto dall’articolo 1, comma 1, della legge 173/2015), disciplina e parifica lo “status” adottivo anche per i bambini e le bambine in affidamento familiare, infatti:
“Se si accerta che il minore, già temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo e, per questo motivo, affidato a una famiglia, si trova in realtà, in una situazione di abbandono, perché privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi (cioè che ricorra l’eventualità espressamente prevista dall’articolo 8, comma 2, della legge n. 184, secondo cui la situazione di abbandono sussiste… anche quanto i minori … siano in affidamento familiare; 
Inoltre gli affidatari devono avere determinati requisiti per poter adottare un minore:

  • essere uniti in matrimonio da almeno tre anni,
  • negli ultimi tre anni non si sono mai separati neppure di fatto,
  • sono effettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere il minore,
  • hanno un’età che supera di almeno 18 anni – e di non più 40 – quella dell’adottando,
  • chiedono di potere adottare il minore;
  • tra gli adottanti e il minore vi è stato un prolungato periodo di affidamento.

Accertate le predette circostanze il Tribunale per i Minorenni, nello scegliere gli adottanti, deve tenere conto dei legami affettivi significativi, nonché del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria in conseguenza dell’affidamento.  Altro elemento di grande importanza, introdotto nella nuova normativa attiene alle relazioni socio-affettive. Il nuovo articolo 4, comma 5-ter, della legge 4 maggio 1983 n. 184 (introdotto dall’articolo 1, comma 2, della legge 173/2015) dispone che qualora il minore faccia ritorno, dopo un periodo di affidamento, nella propria famiglia o sia affidato ad altra famiglia o, ancora, sia adottato, non siano posti nel nulla i rapporti tra gli originari affidatari ed, eventualmente, i successivi e lo stesso minore. Si prevede, quindi, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento.  Il nuovo comma 5-quater dell’articolo 4 della legge n. 184 sempre introdotto dall’articolo 1, comma 3, della legge 173/2015 detta le disposizioni processuali affinchè il Giudice (Tribunale dei Minori) adotti i provvedimenti ritenuti idonei al caso.

Il Tribunale dovrà tenere presente le valutazioni documentate dei servizi sociali, i quali sono tenuti a vigilare sul programma di assistenza nonché della vigilanza dell’affidamento e devono dare informazioni sullo sviluppo del rapporto di affidamento, informando l’Autorità Giudiziaria per qualunque evento negativo o di particolare importanza che riguarda il minore.